Il Bad Schartl, l'acqua leggera
| In un’epoca in cui le piscine pubbliche corrispondono ad un'immagine affollata e chiassosa, è sicuramente interessante lanciare uno sguardo retrospettivo ai tranquilli esercizi balneari del passato. I bagni tirolesi erano un luogo di villeggiatura nella stagione estiva ed erano frequentati da nobili, borghesi, contadini e anche dai domestici. Intorno al 1870 in Tirolo si contavano 74 stabilimenti balneari, 28 dei quali nella sola Val Pusteria. Famoso era lo stabilimento dei Bagni di Forcella (Bad Schartl), situato sopra Valdaora a 1447 m d’altitudine. A chi si perde nell’idilliaco paesaggio boschivo dei Bagni di Forcella, può sembrare »di udire le risa e gli scherzi degli allegri borghesi di Brunico che lo frequentavano un tempo, come se fossero accordi tratti da un liuto da tempo spezzato, intrecciati allo stormire degli alti alberi« (citazione dello scrittore e naturalista Rampold). | ![]() ![]() |
I Bagni di Forcella conobbero il loro periodo di maggior splendore verso la metà del secolo scorso, quando il celebre topografo Staffler era governatore di Brunico e Hermann Gilm assistente al tribunale. I Bagni di Forcella e l’amore per Sophie Petter, una fanciulla di Brunico, costituiscono il Leitmotif che accompagna le note delle »Canzoni di Schartl« di Gilm. Una di queste si intitola:
Tre brindisi (H. v. Gilm)







